martedì 4 novembre 2008

Addio all'isolotto Achilli






C'era da aspettarselo. Nell'ultima piena del maggio scorso, l'acqua aveva lambito l'edificio per ore, riuscendo a distruggere "solo" la terrazza. E la città aveva tirato un sospiro di sollievo. Almeno fino ad oggi, quando la pioggia intensa e il livello dell'Adda non hanno definitivamente mandato in fumo la speranza di molti lodigiani di vedere recuperato l'edificio che dominava la città da quel pezzo di terra sospeso al centro del fiume. Giudicato come il 95° gioiello paesaggistico italiano dal Fai, quel tesoro oggi è sott'acqua, travolto dalla forza degli elementi. Il fiume se l'è travolto senza chiedere il permesso, mangiato, inghiottito, sparito, quel pezzo di storia non c'è più. Non ci sono più le storie che si portava appresso, le luci delle feste sul fiume che hanno costruito la leggenda a partire dagli anni Trenta, quando lo stravagante proprietario traghettava i suoi ospiti dalla sponda del fiume al centro di quel mondo antico, nell'atmosfera senza tempo di quei convivi memorabili; non ci sarà più il dibattito che, acceso dallo smarrimento iniziale di questa perdita storica, finirà assopito nelle pieghe di qualche lettera nostalgica, come si è sempre fatto in questi anni, dalle foto choc dell'edificio come ritrovo di senza tetto e discarica abusiva al recupero dell'area, di proprietà privata. Un recupero che sarebbe dovuto arrivare per tempo con la collaborazione tra pubblico e privato, come era previsto dal piano di recupero messo a punto dall'amministrazione comunale di Lodi: 2.140.000 per abbassare di circa un metro la “briglia” nel fiume, consolidare le fondamenta del ponte vecchio e posare dei massi per la protezione dell’isolotto. Troppo tardi, il fiume correva, l'acqua cresceva e le macchine in acqua non potevano lavorare. Questa la risposta ufficiale. La famiglia, nel luglio scorso, tramite il geometra che gestisce le proprietà, sulla stampa locale, aveva già parlato con amarezza della lentezza della burocrazia, che gli aveva impedito di intervenire poco dopo la terribile alluvione del 2002, quando l'intervento avrebbe avuto un costo di circa 30-40 mila euro. Dopo quell'alluvione al centro dell'isolotto si era aperta una voragine da circa 1000 metri quadrati. Una voragine che non ha retto alla pioggia di oggi. Questa volta un paio di stivali per la pioggia non sarebbero serviti.

2 commenti:

Antonella Marcomini ha detto...

c'era una certa processione al sant'isolotto Achilli stamane, e c'erano facce un pò tristi,,arrabbiate,,stralunate
ognuno con un ricordo...
penso che la politica ha dei tempi che certo non somigliano a quelli della natura.

cronista di provincia ha detto...

Il tempismo della politica è un oggetto di studio interessante. Sempre pronti a smentire, sulla linea del via ad ogni dichiarazione dell'avversario, il tempismo dei politici è spesso cosa ben lontana dalla vita di noi tutti, perchè quello che i politici portano avanti è di per sè lontano dalla realtà ed è la soppravvivenza del partito, dei suoi ideali, delle sue oligarchie. A volte succede che questi interessi siano vicino a quelli della gente, più spesso sono decisamente lontani.